Homo Habilis

IL GENERE HOMO
L'Homo si adattò al nuovo ambiente della savana, modificando anche la sua alimentazione: adottò una dieta carnivora, prima praticando lo sciacallaggio, ossia approfittando degli avanzi lasciati dai grandi predatori della savana o delle carcasse di animali morti per cause naturali, successivamente imparando l'arte della caccia organizzandosi in gruppo e pianificando strategie. Il cranio nel genere Homo non presentava quindi la cresta sagittale, i denti anteriori erano più grandi di quelli posteriori e il cervello era molto più sviluppato rispetto a quello dei precedenti ominidi.

HOMO HABILIS
I primi rappresentanti del genere Homo comparvero in Africa intorno ai 2,2 milioni di anni fa, quando erano presenti ancora i primi Australopitechi. Il loro nome deriva dal latino “uomo abile, fabbricatore, costruttore di utensili”, in quanto in grado di fabbricare piccoli strumenti in pietra: Choppers, ovvero ciottoli e sassi lavorati mediante lo stacco di una o più schegge dalla stessa faccia, e Chopping-tools, ciottoli scheggiati su ambedue le facce. Queste pietre servivano a schiacciare cibi coriacei e fibrosi, spaccare tuberi e vegetali legnosi, frantumare noci e semi, colpire e uccidere animali, staccare pezzi di carne da animali già morti e spezzare le ossa al fine di estrarne il midollo. La capacità cranica era leggermente aumentata (600-800cm3), le arcate sopracciliari e la sporgenza della mandibola ridotte, il foro occipitale spostato verso il basso e la dentatura già tipica di un onnivoro.