Homo Erectus

Intorno a 1,6 milioni di anni fa cominciò a diffondersi, prima in Africa, poi in Asia e in Europa, una nuova specie: l’Homo erectus. Egli perfezionò gli strumenti litici fabbricando le Amigdale (che significa a forma di mandorla), ovvero ciottoli e sassi scheggiati simmetricamente sulle due facce molto appuntite e taglienti a forma ovale o di goccia utilizzati come coltelli, punta di lancia e se legati ad un bastone come ascia. L’Homo erectus non sapeva solo usare armi, utensili e cacciare con diverse strategie ma sapeva anche dominare e usare il fuoco. Sicuramente i primi ominidi conoscevano il fuoco, viste le continue eruzioni vulcaniche e i numerosi incendi spontanei di foreste e di praterie, provocati dalla caduta di fulmini, ma lo evitavano. L’uso controllato permise la successiva evoluzione dell’uomo. Inizialmente non sapevano accenderlo, ma con pezzi di legno cercavano di alimentarlo, lo riparavano dalle piogge e lo conservavano a lungo portando con loro in viaggio tizzoni ardenti. Il fuoco diventò un elemento essenziale per soddisfare i loro bisogni naturali primari quali: riscaldarsi, difendersi dagli animali, illuminare, cuocere i cibi rendendoli morbidi, saporiti e più digeribili. Solo in seguito l’uomo imparò ad accenderlo percuotendo insieme due pezzi di pietre, l’una ferrosa e l’altra di selce, o con lo sfregamento rapido di due legnetti provocando così delle scintille che cadendo su materiale facilmente infiammabile come foglie, erbe o muschio secco, accendevano dei veri e propri falò. Grazie al consumo di carne e all’utilizzo del fuoco per cuocerla, la durata della vita si allungò, la masticazione venne facilitata ed i muscoli masticatori si ridussero. Questa grande conquista permise un rapido aumento della popolazione e la nascita dell’esigenza di cercare nuovi spazi: iniziò quindi la diffusione del genere Homo anche in Europa ed in Asia.

 

Tigre a Denti a Sciabola (Machairodontinae)

Questo felino visse 13–2 milioni di anni fa e la caratteristica principale era sicuramente la presenza di lunghi canini superiori a forma di sciabola. Queste zanne erano delle armi micidiali utili per la caccia: balzava addosso alle grandi prede, affondando le zanne nel collo e producendo ampie lacerazioni. Dopodiché si allontanava e lasciava che le malcapitate morissero dissanguate.