Charles Darwin

Nato il 12 febbraio 1809 in Inghilterra, Charles Darwin faceva parte di un’agiata famiglia borghese e fu avviato agli studi di medicina in modo che potesse seguire la stessa carriera del padre e del nonno.
Abbandonati gli studi di medicina verso i quali provava uno scarso interesse, Darwin intraprese, sotto la pressione della famiglia, la carriera ecclesiastica, ai suoi occhi ancora peggio di quella medica.
Darwin, infatti, covava un acceso amore per le scienze naturali e così, quando si presentò l’occasione di prendere parte, in qualità di naturalista di bordo, ad un viaggio sul brigantino “Beagle”, si imbarcò di corsa pur contro il volere paterno.
La spedizione durò ben 5 anni, nella quale raccolse molte informazioni. Le osservazioni gli permisero di formulare e dimostrare importanti teorie, che furono la base per studi successivi. Nel 1859 scrisse un importantissimo libro: “Sull’origine delle specie per mezzo della selezione naturale”, dove espone due concetti fondamentali: il termine “evoluzione” (il cambiamento, o la trasformazione, delle specie: le specie nascono, si modificano e muoiono nel corso dei millenni) e “adattamento/selezione naturale” (cioè gli esseri viventi sono in continua competizione tra loro per la sopravvivenza: i più adatti all’ambiente, ossia quelli più resistenti alle malattie, più abili a difendersi, a trovare il cibo e a nascondersi, sopravvivono, gli altri muoiono). Darwin non s’interessò solo a studiare rocce, piante e animali, ma anche l’uomo. Infatti pubblicò nel 1871 il libro su “L’origine dell’uomo”, dove trattò il rapporto tra uomo e scimmia, solo accennato nel precedente manoscritto. L'uomo moderno (Homo sapiens sapiens) appartiene all'ordine dei Primati (dal latino primatem ossia “principale”, perché occupa il primo posto nella classificazione zoologica) apparsi sulla terra 60 milioni di anni fa da proscimmie primitive. Darwin diceva che uomo e scimmia devono aver avuto un progenitore, un antenato in comune, e che poi la strada dell’uomo e delle altre scimmie antropomorfe (simili all’uomo) si è divisa. Gli antropologi compiono ancora tutt’oggi questa lunga ricerca degli antenati comuni, attraverso lo studio dei fossili.