Piante grasse

L'evoluzione ha permesso, non solo agli animali, ma anche alle piante di adattarsi alle più disparate e avverse condizioni climatiche. Infatti nelle zone aride e calde hanno sviluppato caratteristiche fisiologiche e morfologiche che permettono di accumulare riserve d’acqua.

La vera peculiarità delle piante grasse è quella di poter tenere gli stomi, cioè i pori che regolano gli scambi gassosi, chiusi di giorno (quando la maggior parte delle piante ce li ha aperti), evitando così un’eccessiva perdita di vapore acqueo in ambienti così secchi.

Inoltre nei vacuoli, strutture a sacco responsabili dell’equilibrio idrico, sono contenuti materiali mucillaginosi che hanno la proprietà di richiamare e trattenere l’acqua, conferendo alle piante il tipico aspetto carnoso.

In particolare le cactacee, hanno una forma globosa o colonnare e sono senza foglie, per ridurre al minimo la superficie esposta all'ambiente esterno, responsabile degli scambi gassosi. Inoltre la cuticola, che riveste esternamente la pianta, è più spessa e permette un maggiore isolamento con l’ambiente esterno, formando una barriera più consistente. Molte piante presentano anche uno strato di pruina (strato biancastro ceroso ) che ricopre la cuticola, e che è costituita da sostanze cerose che servono a difendere la pianta dalle radiazioni ultraviolette del sole e dagli sbalzi di temperatura. Infine le spine, che sono foglie modificate, oltre a rappresentare una valida protezione contro gli attacchi degli animali, permettono alla rugiada di condensarsi su di esse e di raggiungere la cuticola della pianta.