Le armi

DOGON

Le armi, oltre ad essere strumenti per la guerra e la caccia, servono ad identificare il gruppo di appartenenza del guerriero, denotandone il rango, il valore e la ricchezza.

A Mali, paese situato nella frontiera del Sahara con le savane dell’Africa Occidentale, si trovano le famose formazioni rocciose di Bandigara. Addossate alle pareti delle ripide gole, è possibile vedere le abitazioni del popolo Dogon, fatte di fango e coperte da un tetto di paglia. Il villaggio può essere raggiunto soltanto scalando gli stretti scaloni tagliati nelle spaccature delle pareti. Secondo la tradizione narrata i Dogon, giunti a Mali circa 600 anni fa, hanno costruito le case sulle rocce per proteggersi dagli attacchi delle tribù che abitavano la regione, conservando così la loro cultura.

COLTELLI 

Nei popoli dell’Africa centrale, come nei Ngome e Banda, sono diffusi i coltelli da lancio a più lame, in diverse varianti. Sono molto efficaci, possono essere lanciati fino a centinaia metri di distanza. L’Azande é il tipico coltello da lancio congolese.

L’Ikula é un coltello di uso cerimoniale che si sostituisce al coltello da lanciare usato in guerra. I coltelli hanno in genere forma della lama a foglia, lame possenti e impugnature in legno. Il loro design é dotato di forte simbolismo mitologico. I maschi adulti del popolo Kuba portano un’Ikula come simbolo della loro mascolinità e classe. La storia dei Kuba è violenta ed è caratterizzata da una tendenza verso la guerra. Per questo motivo i Kuba hanno messo a punto una serie di asce, sciabole e coltelli, che all’inizio avevano funzione offensiva, mentre in un secondo momento assunsero valenza ornamentale, indicando la posizione sociale. I Bushong, “lanciatori di coltelli”, furono la più grande tribù dell’etnia dei Kuba e nel corso del XIX secolo dovettero difendersi dalle innumerevoli invasioni, in particolare dei vicini Luba. I Bushong sottomisero tutte le tribù dei Kuba ed iniziarono ad esigere da esse un tributo.

Il Trombsac ha una lama a forma di falce e viene usata come ornamento durante le cerimonie sociali, usata come simbolo di potere e ogni tanto anche come valuta. Il popolo Mangbetu, che usa questo coltello, proviene dal Congo ed é conosciuto per l’arte e la musica. Se all’inizio il Trombsac veniva usato come arma durante la guerra e come strumento in agricoltura, in seguito diventò simbolo di potere e autorità, indicando il grado di lussuria e lo status. I fori presenti nella lama indicano il numero delle mogli del possessore. In passato fu erroneamente considerato coltello da lancio.

ASCE

Le asce Kilonda non sono usate come armi, ma come strumenti che testimoniano l’alto grado di una persona. Vengono ritrovate nell’area dei Songye, popolo del Congo che vive d’agricoltura e di caccia. I Songye sono conosciuti per essere bravi intagliatori di legno, in particolare per l’incisione di maschere ed altri oggetti cerimoniali. I Kifwebe mascherati maschi, a differenza delle femmine, hanno una cresta centrale sulla maschera ad indicare il sesso maschile. Inoltre più grande é la maschera e più grandi sono i poteri soprannaturali.

I Luguru sono gli abitanti della pianura del centro est della Tanzania e dai monti Uluguru, regione fertile per le abbondanti piogge, che li permette di vivere di agricoltura. L’ascia viene usata più come strumento di lavoro che come arma. Questo gruppo etnico ha un sistema sociale di matrilinearità, in cui i beni e gli oggetti sociali vengono trasmessi alle nuove generazioni per via femminile. In un sistema di discendenza matrilineare, un individuo viene considerato appartenente al gruppo di discendenza della propria madre.

SPADE

La Ngulu é la spada di esecuzione dei popoli Bantu, come i Ngombe e i Ngala, che per la forma sgraziata e massiccia non hanno funzione bellica. Questo tipo di coltello veniva usato nelle cerimonie organizzate per le esecuzioni capitali dei prigionieri catturati e resi alla condizione di schiavi, per le quali le sentenze di morte avevano una funzione rituale e simbolica più che vendicativa. La decapitazione avveniva agganciando la testa ad un ramo in trazione e non appena la testa veniva tagliata, veniva catapultata nella foresta. Si pensava che la persona, rimanendo cosciente, potesse ritrovare i suoi precursori volando. La pratica della decapitazione con la Ngulu venne proibita dai belgi verso il 1885-1908 e quindi, privata della sua funzione pratica ampliò la sua valenza simbolica, diventando oggetto di danze cerimoniali. Nel manico coperto di pelle vengono conservati erbe e amuleti magici.

Le spade Ngambe sono riservate ad alcune importanti persone, come segno di distinzione, infatti la bellezza della spada prevale sulla sua funzione e consiste nella simmetria della lama e nelle decorazioni. Inoltre l’impugnatura é coperta con della pelle animale che permette di contenere sostanze di valenza magica.

I Tuareg sono principalmente nomadi del deserto del Sahara, e recentemente sono diventati sedentari nella parte settentrionale del Mali. I Tuareg, chiamati anche “uomini blu” per le loro vesti, sono conosciuti per la loro abilità nel cacciare e la spada è l’oggetto di possesso con maggiore valore. Molte di queste spade vengono tramandate di generazione in generazione ed sono protette dalle vittorie passate.